Mongolia

Distese di steppe, yurte e popolazioni nomadi che vivono in totale armonia con la natura: la Mongolia dell’immaginario comune non è poi così distante da quella reale. Il Paese ha una superficie di oltre 1,5 milioni di km² (circa cinque volte quella italiana) e confina a nord con la Russia e a sud con la Cina. La popolazione mongola supera di poco i 3 milioni di abitanti (quanti la provincia di Milano) e un milione di questi vive nella capitale, Ulan Bator. Se consideriamo quanto detto il quadro è presto fatto: la Mongolia è il paese al mondo con la più bassa densità di popolazione. La Mongolia non ha accesso diretto a nessun mare, handicap geografico che nel corso della storia ha penalizzato l’economia mongola, quasi totalmente dipendente dal colosso russo e ancor di più da quello cinese. A causa del freddo e dell’elevata altitudine media del paese, il territorio mongolo non si presta all’agricoltura: ecco perché circa metà della popolazione vive ancora oggi allo stato nomade ed è dedita alla pastorizia e all’allevamento.
Ma cerchiamo ora di capire qualcosa di più di questo affascinante paese attraverso l’analisi della bandiera nazionale.

Il colore rosso rappresenta la dottrina socialista, che ha guidato il paese per lunga parte del XX secolo; sul colore azzurro poco si sa, se non che è il colore che da tempo immemore caratterizza stendardi e bandiere mongole e si ritiene rappresenti l’infinità del cielo.
Malgrado l’ateismo di stato, la bandiera mongola reca un emblema buddhista vicino all’asta, chiamato soyonbo (letteralmente “segno che si spiega da sé”). Questo simbolo rimanda a vari aspetti del mondo buddhista:

  • le tre lingue di fiamma rappresentano passato, presente e futuro e sono simbolo di prosperità;
  • il sole e la luna, come in molte altre bandiere nazionali, sono simboli di vita e agiatezza;
  • i triangoli rimandano alla forma delle frecce e alludono all’importanza di sapersi difendere dagli invasori;
  • i rettangoli rappresentano onestà e libertà, valori fondanti del popolo mongolo; 
  • lo yin yang rappresenta la complementarietà delle forze contrapposte dell’universo.

Mattia Benelli

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