La parabola del Re svedese

Tutta l’Europa ha potuto ammirare le sue magie sui campi da calcio. Zlatan Ibrahimovic è stato un vero e proprio esteta di questo sport. Nonostante la sua conformazione fisica (195cm per 95kg) potesse far pensare a un giocatore soltanto forte fisicamente e di testa, in realtà Ibra ha fatto innamorare tutti sin dai tempi dell’Ajax per la sua grande tecnica individuale, nonostante il numero di piedi tendesse al 47. Strumenti magici, i suoi piedi, usati come fossero pennelli o catapulte, a seconda che si inventasse qualcosa di straordinario o che scaricasse una bordata verso la porta avversaria. Non a caso è soprannominato Ibracadabra, per le magie che ha saputo fare nella sua lunga carriera. Carriera che comincia nel 1995, quando Zlatan aveva 13 anni e veniva ingaggiato dalla squadra della sua città, il Malmò, in Svezia.

Fino al 2001 colleziona complessivamente 40 partite e 16 gol e nel corso dello stesso anno viene inserito nella lista dei 100 migliori giovani calciatori stilata da Don Balòn. E’ con l’Ajax, però, che Ibra cominciò a giocare nel cosiddetto “calcio che conta”. Fu acquistato dagli arcieri d’Olanda per la cifra record di 19,2 milioni di fiorini (circa 7,8 milioni di euro) diventando così l’acquisto più costoso nella storia del club olandese. Quando il gigante svedese sbarcò in Olanda, alla guida dell’Ajax c’era Beenhakker, ex calciatore olandese ma sopratutto ex allenatore del Real Madrid negli anni ’80, dove con i blancos vinse ben 3 scudetti. Ma l’esplosione di Ibra nella terra dei fiori avvenne con un altro allenatore, Ronald Koeman. Con l’Ajax Ibrahimovic vincerà due campionati olandesi, una KNVB becher con suo gol decisivo e una Johan Cruijff Schaal. In Olanda Zlatan segnerà 46 gol in 106 partite, ma in particolare una rete lo rese famoso. Stiamo parlando dell’incredibile gol dell’agosto del 2004, quando una maglia rossa e bianca sfilò con decisione tra quattro difensori del NAC Breda, prima di trafiggere il portiere. Fu un gol pazzesco, quello della consacrazione di Zlatan Ibrahimovic.

Nell’estate del 2004 fu la Juventus a portarlo in Italia. I bianconeri erano allenati in quel periodo da Fabio Capello, i tre attaccanti erano David Trezeguet, Alex Del Piero e Zlatan Ibrahimovic. Ma Don Fabio giocava con il classico 4-4-2 e ben presto lo svedese divenne intoccabile là davanti, mentre erano Del Piero e Trezeguet a doversi alternare. Ibra segna all’esordio con la Juve nel 3 a 0 contro il Brescia, poi da ricordare sicuramente la tripletta con il Lecce, la doppietta con la Fiorentina e lo splendido gol contro la Roma quando con un colpo di tacco a seguire partì da solo in contropiede da metà campo per poi infilare l’allora numero 1 giallorosso Curci. In due stagioni con la Juventus Ibra colleziona 92 presenze, 26 gol e 17 assist, vincendo 2 scudetti. La particolarità e la grandezza di Zlatan Ibrahimovic sono dimostrate dal fatto che dovunque sia andato a giocare, Ibra abbia sempre vinto almeno uno scudetto. Spesso, inoltre, il protagonista del tricolore era proprio lui. 

Come lo fu quando nell’estate del 2006, in seguito alle vicende di calciopoli, approda all’Inter per 24,8 milioni di euro. Con i nerazzurri Ibra è una vera e propria forza della natura. Sempre decisivo, come nell’ultima giornata di campionato che assegnava lo scudetto. Dopo una lunga assenza torna in campo e segna la doppietta decisiva contro il Parma, regalando così il tricolore all’Inter nel 2008, dopo una grande lotta contro la Roma. Ma anche l’anno prima i suoi numeri confermano quanto fu decisivo. Colleziona nella stagione 2006-2007 ventisette presenze segnando 15 gol e fornendo 8 assist. Praticamente sempre decisivo. Nell’ultima stagione con l’Inter, 2008-2009, vince nuovamente lo scudetto laureandosi capocannoniere con il memorabile gol di tacco a San Siro contro l’Atalanta (25 gol in 35 presenze). 

Nell’estate del 2009 Ibra se ne va al Barcellona. All’Inter 46 milioni di euro più Eto’o. Zlatan va in blaugrana per vincere la Champions, unico trofeo mancante nella bacheca del re svedese. Ma forse l’esperienza in Spagna, condita comunque da numerosi gol e assist, è stata la meno bella per Ibra. Infatti, la beffa arriva con la vittoria della Champions League dell’Inter, che aveva appena lasciato, e un rapporto con Guardiola che mai è veramente sbocciato. I nerazzurri nel 2010 eliminarono in semifinale proprio il suo Barcellona per poi andare ad alzare la coppa dalle grandi orecchie. 

Ibra e il Barcellona si saluteranno dopo solo un anno. Zlatan nell’estate del 2010 va al Milan in prestito con diritto di riscatto fissato a 24 milioni di euro. Sarà, anche qui, decisivo. il 7 maggio 2011 festeggerà il suo ottavo scudetto consecutivo, vinto con i rossoneri a due giornate dal termine del campionato. Conclude la sua stagione con 41 presenze, 21 gol e 11 assist. Semplicemente miglior marcatore stagionale del Milan oltre che miglior assist man. Ibra verrà riscattato dal Milan e nella seconda stagione in rossonero avrà tempo di segnare il suo centesimo gol in Serie A. Ma per una volta, quell’anno niente scudetto per Zlatan. 

Ibra saluterà l’Italia nell’estate del 2012, ma non è finita qui perché Parigi lo aspetta. Accolto sotto la Tour Eiffel come una divinità, lo svedese sarà straordinario anche in Francia. Quattro stagione al PSG degli sceicchi e quattro campionati francesi vinti, sfondando numerosi record. Miglior marcatore in Europa nel PSG con 17 reti, superando Weah. Diventa il miglior marcatore di sempre dei parigini in campionato e con 38 gol in una sola stagione conquista il nuovo record di segnature nel massimo campionato francese in una sola stagione. 

Lascia Parigi nel luglio del 2016 e viene ingaggiato dal Manchester United di Mourinho. Giocherà una stagione e mezza con i Red Devils per via anche di un brutto infortunio. Ed è qui che molto probabilmente si chiude la parabola del re svedese, che dopo la parentesi allo Utd, il 23 marzo del 2018 saluterà definitivamente la sua cara Europa, che lo ha reso gigantesco. Ibra è volato in America, nei Los Angeles Galaxy e non sarà mai più nel calcio che conta. Il re svedese dice addio all’Europa. Noi però lo ringraziamo, perchè giocatori come Zlatan Ibrahimovic ci hanno tenuti incollati alla televisione, ci hanno fatto sognare. Ciao Zlatan, giocatore inimitabile. E grazie di tutto.

Edoardo Perrotti 

*Immagine di copertina: Vinod Divakaran Credits

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