Trap Lovers: un’opportunità non sfruttata

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I fan della trap lo aspettavano e finalmente è arrivato, la Dark Polo Gang ha pubblicato il suo nuovo album “Trap Lovers”. Questo lavoro ha sicuramente creato grandi aspettative e tanta curiosità, principalmente per due motivi. Un anno dopo l’uscita di “Twins”, disco che ha superato le 50.000 copie vendute, la DPG ritorna sulla scena per confermarsi un punto cardine della scena italiana. Trap Lovers è il primo lavoro del gruppo romano sotto una major (Universal Music Group) ma soprattutto è stata l’uscita dal gruppo di Dark Side ad aver shockato ma al contempo creato hype fra i “piskelletti dark”.

L’album è composto da dodici tracce, tutte prodotte da Sick Luke, figura da sempre legata alla gang ma non parte integrante di questa. La prima a essere stata pubblicata in anteprima è “British”, tormentone estivo che è riuscito a superare le 11 mln di views su YouTube e a rilanciare il trio romano. L’insieme di queste fattori ha portato i fan ad aspettarsi un disco innovativo ma al contempo legato alle tematiche presenti nei primi lavori, una speranza complicata ma non utopistica. Tutte quelle immagini associate alla Dark, come macchine costose, gioielli e vestiti di marca non sono state (purtroppo) accantonate ma messe in risalto dal gruppo, che continua a mostrarsi presuntuoso, insolente e sfacciato nei confronti della scena trap italiana. Pezzi come “Splash” “Young Rich Gang” o “Expensive” con Mambolosco (unico feat del disco) ne sono in pieno la dimostrazione. Le sonorità e i testi appaiono fin troppo simili ai lavori precedenti, creando nell’ascoltatore una sensazione di déjà vu.

Nonostante l’album segua un percorso delineato e ben preciso (grazie al lavoro del produttore Michele Canova), gli argomenti che vengono trattati appaiono poveri e banali, sfiorando il tragicomico e finendo per annoiare. I primi mixtape che hanno conquistato una buona fetta di pubblico e reso famosa la DPG sono solo un lontano ricordo. L’unico intento che emerge da “Trap Lovers” è quello di ostentare e di porre in risalto il proprio stile di vita. I social hanno reso il trio delle vere e proprie celebrità, con un seguito di centinaia di migliaia di ragazzini che tramite il proprio smartphone seguono ogni sfaccettatura della vita dei propri idoli. La Dark Polo Gang è diventata una vera e propria moda (“Sai che siamo la moda / Triplo sette su ogni cosa”) e come tale, se non si evolve, è destinata a essere datata e poi rimpiazzata da una moda successiva.

Il gruppo romano aveva la grande opportunità di rinnovarsi e di affermarsi come una realtà stabile e duratura nel panorama rap italiano (nonostante l’uscita di un pilastro come Side) e di dimostrare che oltre al lusso sfrenato e una vita di eccessi Pirex, Tony Effe e Dark Wayne sono degli artisti in grado di comunicare emozioni. L’unica traccia in cui sono riusciti in questo intento è “Cambiare adesso”, dove il trio si mette a nudo e per una volta si mostra fragile, riflettendo sul successo che li ha travolti ma non cambiati ( “dici che non vuoi vedermi di andarmene via / Tutti i soldi del mondo non coprono la nostalgia / Rivedo gente mi trattano come non fossi più io / ma tutti quanti in giro sanno che sta strada è ancora mia”). Il titolo del pezzo appare come un consiglio alla DPG, probabilmente l’unica soluzione per riapparire credibile agli occhi dei fan e per non diventare l’ennesimo fuoco di paglia nel mondo della musica.

Nicolò Martignoni

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