Attacco alla stampa

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“Sogno o son desto?”.
Le parole di Cartesio dipingono perfettamente la situazione degli ultimi giorni. Lui sosteneva che la filosofia moderna si basasse sul senso critico; noi, invece, ci chiediamo che fine abbia fatto quello stesso senso critico celebrato dal filosofo.
A essere vittime di accuse sono i giornalisti e i giornali che si sono trovati al centro della polemica per il fatto di svolgere il loro compito: informare.

I lettori, sui social, dimostrano solidarietà a La Repubblica.

“Nessuno li legge più perché ogni giorno passano il tempo ad alterare la realtà e non a raccontare la realtà”. Sono queste le parole di Luigi Di Maio che ci lasciano attoniti. 

Si potrebbe pensare che abbia ragione, ma non è affatto così. È vero che negli ultimi anni si assiste al declino della carta stampata però le statistiche e le analisi confermano che vi è stata una moltiplicazione dei lettori dovuta alla sempre maggiore diffusione del digitale. 

Basta tornare indietro di appena un anno. Lo scorso novembre La Repubblica ha subito dei cambiamenti che gli hanno permesso di mettersi al passo con i tempi aggiornando il giornale online e sviluppando anche una versione per smartphone.
In quell’occasione Mario Calabresi, direttore del quotidiano, affermava: “Un giornale oggi ha senso di esistere se spiega i contesti, se va alla radice dei problemi, se indica le conseguenze dei fatti e le possibili soluzioni. Un giornale ha senso se può offrire ai lettori materiali di riflessione, analisi e punti di vista. Se può svolgere una funzione fondamentale per la democrazia: la critica.”
Queste parole sono oggi più attuali che mai.
Calabresi risponde agli attacchi del vicepremier dicendo che “La campagna governativa contro i giornali sta diventando ogni giorno più ossessiva e più aggressiva. I nuovi potenti sono ossessionati dal nostro lavoro, ma non ci faremo spaventare”.

Le polemiche non si fermano qui, anzi si passa dall’accusare i giornali nel loro insieme a puntare il dito contro i singoli giornalisti. La Lega chiede alla Rai di licenziare Cristina Parodi, conduttrice de “La prima volta” su Rai 1 e moglie del Sindaco Pd di Bergamo Giorgio Gori, perché ha utilizzato il servizio pubblico radiotelevisivo per fare propaganda politica. La giornalista durante la trasmissione “Lunatici” di Radio2 ha detto che “Il successo di Salvini è dovuto all’arrabbiatura della gente, alla paura e anche all’ignoranza. Al fatto che probabilmente non è stato fatto molto di quello che si era promesso di fare”. Ha continuato affermando “Mi fa paura un tipo di politica basata sulla divisione, sui muri da erigere, vorrei una politica che andasse incontro ai più deboli, che aiutasse questo Paese a risollevarsi in un altro modo”.

Questi attacchi alla stampa devono farci riflettere.
Essere preoccupati è inevitabile, ma non bisogna aver paura.
È necessario avere il coraggio di scegliere, così Calabresi ci esortava qualche mese fa e continua a farlo ancora oggi ringraziando tutti i lettori che stanno dimostrando solidarietà, “scegliere ciò che vale la pena raccontare, approfondire, contestualizzare. L’avventura più bella per chi un giornale lo deve leggere e per chi lo deve scrivere.”

Francesca Polizzi

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