Uscite dai social!

Facebookgoogle_plusinstagrammail

I social ci estraniano dal mondo. Quella che può apparire come una banalità assoluta nasconde una verità implicita. Una verità che ci fa scontrare con la realtà nella quale siamo immersi, dalla quale volenti o nolenti ci distraiamo guardando lo schermo luminoso del nostro smartphone.

“Uscite dai social!” però non vuole sembrare un urlo di protesta rivolto a tutte le persone collegate ai social network, è un invito. Un invito alla classe politica, ai professori universitari, ai giornalisti e a tutte le categorie di individui che quotidianamente sentenziano (sfociando costantemente nel mero insulto) sulla politica e sull’attualità italiana. Uscire dai social non vuol dire buttate via il cellulare o cancellatevi da Twitter o Facebook. Qui intendiamo proprio “uscire”, togliere le cuffie mentre si tweetta contro il governo, contro i rappresentati dell’opposizione, contro i politici locali, contro gli organi di informazione, ed andare a parlare con il popolo, uscire dagli uffici e confrontarsi con l’Italia vera che troviamo nel mercato o nelle piazze di paese.

(Fonte: La7)

Si può facilmente constatare come vi sia un profondo, abissale iato tra il mondo virtuale, composto da intellettuali (o presunti tali) che pontificano sulle questioni nazionali, e il paese reale, fatto di difficoltà, di non saper come arrivare alla fine nel mese, di problemi che riguardano i singoli italiani ma anche (e soprattutto) le famiglie maggiormente esposte ai disagi sociali. Questa enorme ed apparentemente incolmabile differenza tra la sfera virtuale e la sfera della vita vera può essere superata, ma non possiamo aspettarci che questo incontro tra cittadini, istituzioni e studiosi di ogni tipo avvenga su una piattaforma social dove le persone non hanno un volto, sono travestiti da ciò che realmente non sono. Esplicativo può essere l’esempio di Napalm51, ossia il celebre personaggio interpretato da Maurizio Crozza. Il cinquantenne sprint con uno scarso senso dell’umorismo e con un set di minacce ed insulti da sfoderare è la rappresentazione perfetta del mondo virtuale ora. E con ciò non si fa riferimento al classico complottista no vax che crede che il Presidente degli Stati Uniti sia un rettiliano ma coinvolge anche la classe dirigente italiana. Basti cercare nella rete e troviamo un imbarbarimento generale del confronto politico da destra a sinistra, basato sostanzialmente sul mero insulto.

Insultare distoglie l’attenzione dal vero problema. Prendendo in prestito un pilastro della teoria negoziale di Roger Fisher, per cercare di avvicinare i cittadini alla politica vera bisogna innanzitutto attaccare i problemi e non le persone, e soprattutto agire in mezzo alla massa, nei luoghi nevralgici di raduno delle persone come possono essere i mercati o le manifestazioni locali. Solo così potremo giungere ad una normalità in cui il confronto avviene in maniera diretta, senza il passaggio da un filtro social che piuttosto che essere generativo e fucina di nuove opportunità di scambio di idee è il far west del vaffa che distrugge tutto ciò che non è.

Matteo Abbà

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *