Al via la prima missione su mercurio targata ESA

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Una sfida tecnologica da due miliardi di euro. E’ così che il direttore generale dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) ha definito la missione diretta su Mercurio. “E’ una prima assoluta per l’Europa”, ha detto il direttore dell’Esa, Jan Woerner. I due miliardi del costo complessivo della missione, alla quale si sta lavorando da circa 20 anni, vengono in gran parte dall’Esa, in parte dagli Stati membri dell’Esa che hanno contribuito alla missione con degli strumenti e in parte dalla Jaxa.

Secondo Woerner, sono 3 le novità principali di Bepi Colombo:

“In primo luogo è una missione diretta a un pianeta caldissimo come Mercurio, il più vicino al Sole; in secondo luogo è la prima volta che la propulsione solare elettrica viene utilizzata per un viaggio così lungo”,

ha detto riferendosi ai nove miliardi di chilometri che la missione percorrerà nei prossimi sette anni.

Andare nella direzione del Sole significa inoltre risentire della sua fortissima gravità ed essere costretti a frenare costantemente. Inoltre, continua Woerner:

“è molto importante il carattere internazionale di questa missione, che oltre all’Esa coinvolge il Giappone”.

Dal punto di vista tecnologico Bepi Colombo è un’apripista per Solar Orbiter, la missione diretta al Sole che l’Esa prevede di lanciare nel 2020. “Nonostante abbiano obiettivi diversi, le due missioni devono affrontare problemi simili per quanto riguarda la propulsione, l’esposizione a temperature e a radiazioni altissime”. Oltre alla sfida tecnologica c’è anche una grande curiosità: “Mercurio è un pianeta affascinante e a renderlo tale è la sua vicinanza al Sole. Siamo curiosi – ha concluso il direttore generale dell’Esa – perché conoscerlo meglio ci aiuterà a capire come si è sviluppato il Sistema Solare e forse potremmo avere molto da imparare anche riguardo all’origine della vita perché non sappiamo affatto come potrebbe svilupparsi in pianeti diversi dal nostro”.

Non tardano ad arrivare le prime immagini scattate dalle fotocamere del satellite: a poche ore dalla sua partenza è infatti stato scattato il primo selfie spaziale. Le telecamere di monitoraggio continueranno a scattare fotografie, verranno infatti azionate in varie occasione durante la fase di crociera, soprattutto durante i flyby sulla Terra, Venere e Mercurio.

Rappresentazione artistica del satellite della missione Bepi Colombo (fonte: Astrium, ESA)

Ricordiamo che Bepi Colombo è partito nella notte tra sabato 20 e domenica 21 ottobre e raggiungerà Mercurio tra ben 7 anni. Un periodo relativamente lungo, in cui percorrerà esattamente ben 9 flyby: una volta sulla Terra, due volte su Venere e 6 volte su Mercurio. Una volta raggiunto il pianeta, verranno rilasciati due veicoli, il Mercury Planetari Orbiter e il Mercury Magnetospheric, realizzato dall’agenzia spaziale giapponese Jaxa, che ne studierà ​invece la magnetosfera.

Edoardo Perrotti

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