Milano 20123

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Quattro anni sono un periodo di tempo che, sulla carta, pare essere lunghissimo. Quante cose possono essere realizzate in quattro anni? Infinite, inquantificabili. Mi fermo però tra i mille pensieri e mi rendo conto che quattro anni non sono davvero nulla, che sento dentro di me di avere vissuto ogni secondo ma non so, poi, quei secondi dove siano finiti. Quattro anni fa ho mollato il nido per vivere da sola a Milano. 

Vivere da soli, sarà una banalità forse, ti cambia tantissimo. Non parlo delle necessarie capacità che si devono acquisire per garantirsi la sopravvivenza, ma di come impari a dialogare con te stesso anche quando vorresti qualcuno che parlasse con te. Ci sei tu e basta, se vivi da solo. Ci sei tu solare, allegro, triste, arrabbiato; ci sei tu quando torni dall’università e ti rendi conto che hai ancora la casa da pulire, la spesa da fare, pagine da studiare; ci sei tu quando di notte, da solo, pensi. Pensi nel silenzio e senti soltanto le macchine che corrono veloci nella via sotto la tua finestra. Pensi, nel buio, che in quel momento potrai trovare conforto soltanto in te stesso, facendoti domande e cercando risposte che probabilmente non riuscirai a trovare quella notte. Vivere da soli è tante cose. E’ fuga da ciò che ti sta stretto, è orari che vuoi, come vuoi e con chi vuoi, è rendere conto alla tua coscienza se al termine della giornata non hai combinato nulla, è telefonare per ore senza timore di essere interrotto, è dormire a orari impensabili, ascoltare la musica in qualunque momento, spegnere la luce quando mancano davvero troppe poche ore a domani.

Quando inizi a vivere da solo hai un animo diverso, sei pronto ad aprirti e a conoscere persone con cui non avresti mai pensato potesse esserci compatibilità. Cos’è la vera amicizia? Lo capisci quando quell’amica corre da te mentre sei in lacrime e vi mangiate un club sandwich fantasticando sul futuro; lo capisci quando incroci lo sguardo di quell’amico che hai conosciuto il primo giorno di università e sai che, se ne buio allungassi la mano, troveresti di certo la sua pronta a sorreggerti. Sei davvero solo per la prima volta e incontri il Mondo. In quante persone ti sei imbattuto in questi anni e che pensavi potessero essere per sempre. Quanti errori hai fatto, quanti minuti hai perso, quante sigarette hai fumato con la finestra aperta guardando il tramonto e aspettando che l’estate arrivasse. Hai vissuto tutto senza timore, ti sei goduto il momento perché ti sei sentito forte, inarrestabile e, soprattutto, libero. 

Quando vivi da solo conosci te stesso in modo più profondo e la città che ti ospita diventa parte di te. Diventa tuo il percorso che fai per andare al supermercato, diventa tua la strada che ti porta nel bar che hai scelto tra tanti, diventa tua la vista dalla finestra della camera che ti permette di avere uno sguardo su quel mondo che si è intersecato perfettamente con il tuo. Diventa tua quella casa che avuto per quattro anni in affitto. E anche se il tempo sta per scadere sai dentro di te che nessuno mai riuscirà ad amarla tanto quanto la hai amata tu.

Beatrice Broglio

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