La rinascita delle menti

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Giorgio ha 25 anni e il cuore grande. Non scrivo questo perché Giorgio è il mio migliore amico, ma perché Giorgio c’è sempre: c’è il sabato pomeriggio quando fa catechismo ai bambini delle medie; c’è nelle domeniche di freddo e nebbia quando allena giovani calciatori; c’è agli incontri dell’Associazione, realtà che ha creato nel 2015 e che ha cambiato per sempre la mia vita. Prima del 2015 non avevo mai realizzato cosa significasse sentirsi vuoti, proprio perché non avevo mai sperimentato cosa significasse vivere con pienezza. Pienezza che nasce, per me, dallo stare insieme, dall’ascoltare la posizione dell’altro, dal mettersi in gioco senza timore di rivelare idee, opinioni, debolezze.

Giorgio è i giovani under 30 che ogni giorno hanno il coraggio di capire cosa stia funzionando e cosa non stia funzionando in questo Paese; giovani che prendono in mano la propria vita e, raccogliendo pensieri e forze, decidono di scoprire cosa ci sia al di là della propria comfort zone. Il primo e principale obiettivo che mi muove oggi – e che penso possa essere una delle ragioni che muove tutti coloro che decidono di non stare a guardare ma di agire – è che la “rivoluzione” deve essere fatta dall’interno: la rivoluzione del pensiero, la rivoluzione dei costumi, la rivoluzione nei rapporti con l’altro, ora più che mai diversi a causa dell’utilizzo dei social network. Per me, per noi, è troppo semplice scappare senza averci provato e senza avere tentato tutto il possibile per cambiare ciò che non riteniamo giusto.

Io amo l’Italia con tutto il mio cuore. Amo l’Italia per le persone, per le sue caratterizzazione uniche, per le risorse immense che ha. Amo l’Italia perché ovunque guardi ci sono bellezza, calore, umanità. Noi under 30 siamo “in una relazione complicata con l’Italia”, tanto che molto più spesso di quanto vorremmo il rapporto giunge al capolinea: per quanto ci si provi, per quanto si cerchi di andare oltre, per quanto si spendano tempo ed energie per cercare soluzioni alternative, ci si rende a volte conto che, se anche le energie usate non sono state del tutto vane, forse la parte che ha commesso più errori nel rapporto non sei tu. Noi proviamo ogni giorno a cambiare le cose. Noi giovani tentiamo quotidianamente di modificare la realtà esistente scrivendo, urlando, strepitando, buttandoci in politica, dibattendo, lottando per i diritti propri e degli altri, aggrappandoci a volte all’idea che dinamiche diverse possano esistere e che il mondo possa forse essere più conforme a ciò che ci aspetteremmo.

Immagina di lanciare una pallina contro il muro; una pallina nuova, lucente, senza segni del tempo né alcuna ammaccatura. A seconda della forza con cui colpirà il muro la pallina rimbalzerà con un certo vigore, toccherà il terreno e poi, rimbalzando, toccherà di nuovo il muro e via così all’infinito fino a quando avrà perso tutta la sua forza e, con salti sempre più bassi, si fermerà sul terreno, immobile. Se tante palline colpiranno lo stesso muro nello stesso momento, il muro si sgretolerà; anche il muro più alto e rigido, formato da mattoncini con nomi ben precisi – corruzione, odio, incompetenza, razzismo, nullafacenza, disillusione, mancata fiducia verso i giovani – non sarà forse in grado di resistere all’ondata di energia che quelle palline sono state in grado di generare. Anche la pallina più vitale però, dopo tanti rimbalzi e tante cadute al suolo, diventerà un po’ più nera e un po’ più sporca. Alcune palline dunque decideranno di fermarsi; altre rotoleranno attraverso l’intercapedine del muro, scegliendo la strada più semplice; altre ancora, consapevoli della propria essenza, si faranno trasportare dal vento e vedranno finalmente l’orizzonte lontano, ancora piene della speranza di raggiungere quel puntino tanto distante che è meta desiderata e scelta. 

A 25 anni è giunto il momento di chiedersi se il mio futuro sarà in Italia; lo vorrei davvero con tutto il mio cuore e spero vivamente che possa essere così. Il rischio più grande che possa correre non è quello di non trovare lavoro, di incontrare ostacoli difficili da superare o di essere vittima di dinamiche di compromesso, ma quello di diventare un giorno come chi, oggi, stufo di sbattere contro gli stessi muri e abituato a un clima di “tanto funzionerà sempre così”, è ormai incapace di ricordare cosa significhi avere un’idea e lottare per questa. 

Beatrice Broglio

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