Grazie

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Edoardo lascia a malincuore il blog e ha messo insieme qualche pensiero per ringraziare L’ora d’aria e tutti quelli che ne fanno parte

Oggi per me è un giorno un po’ particolare, ho deciso che queste saranno le mie ultime righe in questo blog, perché ho preso la decisione di interrompere il mio rapporto con L’ora d’aria, che in questi mesi mi ha davvero dato tanto.

Per un giornalista di redazione che ogni settimana deve scrivere pezzi impostati che spesso trattano lo stesso argomento, un blog come L’ora d’aria non può che essere un toccasana, una di quelle cose che quando incontri nella vita sei un po’ più felice. L’ora d’aria mi ha dato modo di esprimere ciò che sono, di scrivere della mia più grande passione con soggettività e critico pensiero. Se posso essere sincero fino in fondo, mi sono avvicinato a questo magnifico blog creato da studenti ambiziosi cercando prima di tutto una collaborazione come se ne cercano tante nel mondo del giornalismo di oggi.

Quando Beatrice, la nostra “Boss”, mi ha risposto alla email nella quale chiedevo di poter far parte della redazione, mi è stato detto chiaramente che non ci sarebbe stata alcuna retribuzione. Nonostante allora non cercassi quel tipo di proposta, non ci ho pensato un secondo, non mi sono assolutamente tirato indietro, perché avevo capito che quello era l’esatto momento in cui dovevo buttarmi in un’esperienza del genere, che è stata per me davvero formativa. Ho conosciuto, seppur soltanto virtualmente, persone fantastiche che mi hanno accolto come meglio non potessi sperare. La figata di un blog come questo è che tu puoi scrivere di quello che vuoi, delle tue passioni, di musica, di teatro, di storia, di filosofia, di serie tv, ma non verrai mai giudicato negativamente dai tuoi compagni redattori, anche se magari a loro interessa poco l’argomento di cui hai appena trattato.

Questo per me significa libertà, ed è soprattutto per questo motivo che mi sono appassionato a questo blog. Non mi va di dilungarmi però più di tanto. Posso soltanto spingere i redattori de L’ora d’aria ad andare avanti, a non mollare e a continuare a scrivere delle loro passioni e dei loro interessi.

Devo ringraziare due persone in particolare, Matteo Abbà, un amico, che indirettamente mi ha spinto verso questa splendida avventura, e Beatrice Broglio, che dal primo momento ho subito capito essere un grande caporedattore e perché no, magari in un futuro anche una grande amica.

Grazie anche a tutti i redattori e a chi lavora duramente “dietro le quinte” per avermi accompagnato in questi 7 mesi.

Edoardo Perrotti

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