Puntiamo sempre al sole, sognando le stelle

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Arriva quando inizia a calare il buio, di sera, di un giorno qualunque, quando la tua routine quotidiana è sempre  la stessa. Ascoltando quella canzone, di quel cantante che ascolti da una vita che ha saputo dirti di più di quanto volessi sapere. Forse ci pensi troppo poco o forse troppo, non lo sai neanche tu, ma ti crea dentro un mondo a parte che capisci solo tu e dove i conti li fai con te stesso.

È la paura. La paura di cambiare, di prendere decisioni sbagliate e di perdere di vista il proprio obiettivo. Gli obiettivi nascono con i giorni, con le cose che si vedono, con quelle che impari e che riescono a darti una spinta in più per crescere. Viviamo in un mondo  che purtroppo ci obbliga all’eccellenza,  ci fa perdere l’umiltà di osservare le piccole cose e fa venire a mancare  la consapevolezza che ognuno di noi è importante e sa dare sempre qualcosa.

Ogni giorno ci alziamo urlando le cose che si ritengono sbagliate, inutili e non indispensabili; gridiamo alla libertà, alla voglia di viaggiare, ma allo stesso tempo di costruirsi un futuro.

Cerchiamo di pensare in grande, puntando al sole e sognando le stelle. E quando queste non si raggiungono? Puoi sempre riniziare, e come disse anche Pasolini, si può rincominciare senza che il proprio valore e la propria dignità ne siano intaccati. Avere fiducia nel cambiamento senza vederlo sempre come un ossessione e lasciandosi sempre guidare con la speranza di credere sempre in qualcosa.

Paura, umiltà, dignità e cambiamento sono termini che ci accompagnano sempre, in ogni situazione, e che devi usare con un giusto equilibro, lì tra la terra e il cielo. Perché l’equilibrio lo trovi sempre.

E’ come tenere sul palmo della mano un po’ di  sabbia, più stringi la mano e più la sabbia cade. Il giusto equilibro lo trovi tenendo sempre una misura intermedia, né troppo tanto né troppo poco, e così la sabbia può cadere solo se è portata via dal vento e non dipende da noi. Quando il vento la porta via e la sabbia non torna vuol dire che la sabbia scottava troppo; ma se la riporta significa che la sabbia aveva il giusto calore per stare su quella mano.

Andrea Bergamaschini

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