La sneaker mania

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Ormai da anni in Italia il mercato delle sneakers sta crescendo a dismisura, contagiando migliaia di ragazzi ma non solo. Questo fenomeno ha portato ad un’accesa disputa sul fatto che ci sia gente disposta a spendere cifre esorbitanti per un paio di scarpe, ma andiamo a scoprire il perché di questi prezzi.

In una società dove apparire è più importante che essere, avere un paio di sneaker all’ultimo grido è fondamentale per essere alla moda. I grandi marchi sono stati protagonisti di numerose collaborazioni con stilisti e musicisti di grande spessore, creando delle scarpe allo stesso tempo criticate e idolatrate. Una delle figure di spicco dello sneakergame è Kanye West. Dopo aver collaborato con Nike, il rapper americano ha trovato un accordo con Adidas, lanciando sul mercato il 14 febbraio del 2015 il primo paio di “Adidas Yeezy”, chiamato Adidas Yeezy Boost 750 “Light Brown”.

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Kanye West

Questa sneaker è la prima di una lunga serie che nel corso di questi anni ha riscosso un incredibile successo.

La risposta della storica rivale Nike però non si è fatta attendere. La collab con Virgil Abloh si è presa la scena delle passerelle del mondo della moda. L’ambizioso progetto dello stilista del brand Off White e direttore creativo di Louis Vuitton è stato quello di rivisitare dieci paia delle sneakers col baffo più iconiche della storia, aggiungendo elementi tipici di Abloh, su tutti la zip tie, un’etichetta di colore arancio. Il lancio è avvenuto a settembre 2017, solamente nelle principali città mondiali e in alcuni negozi super esclusivi. A febbraio 2019 è stata presentata la trentesima e ultima variante di queste sneakers particolarmente fortunate; la più celebre è la Air Jordan 1 Chicago.

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Questa scarpa ha raggiunto un valore di qualche migliaia di euro, ma cosa giustifica questo prezzo?

Innanzitutto bisogna precisare che queste scarpe vengono vendute a un prezzo accessibile, indicativamente tra i €100 ed i €220, ma non tutti hanno la possibilità di averle. Uno dei metodi è quello di partecipare a una raffle, ovvero ad un’estrazione dove ogni partecipante inserisce i propri dati e può essere selezionato per completare l’acquisto. L’offerta è molto bassa, le possibilità di “coppare” (poter comprare) un paio sono minime, mentre la domanda è elevatissima. Questa è la ragione principale che ha portato alla nascita di un nuovo business; un mercato secondario dove queste scarpe vengono rivendute.

Un’altra possibilità di entrare in possesso di queste sneakers è tramite i camp out:  giovani passano una o più nottate al di fuori di negozi dove, se fortunati, potranno acquistare il loro paio. Nella maggior parte dei casi questa attività avviene nel rispetto della legalità, ma negli ultimi mesi il Nike Lab di Milano è stato protagonista di disordini ed episodi di violenza. Numerosi programmi televisivi, Striscia La Notizia e Nemo per citarne un paio, hanno indagato sulla “sneaker mania”, mettendo in cattiva luce la passione di molti ragazzi che per alcuni sta diventando un business.

Il numero di fiere, mercatini e negozi legati a questo mondo è in forte aumento. Milano ha ospitato lo scorso Ottobre “Sneakerness”, il più grande evento dedicato alle sneakers. Un’ulteriore novità è stata l’apertura di Dropout, un negozio interamente dedicato alla compra- vendita di articoli Hype, alcuni estremamente rari.

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Il mercato si sta sempre più muovendo verso questo settore. Per molti queste scarpe rappresentano la possibilità di esprimere la propria personalità ed essere all’ultima moda, per altri sono un semplice paio di scarpe da ginnastica molto costose.

Voi da quale lato vi schierate?

Nicolò Martignoni 

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