I libri ai tempi dei social network – Parte 2

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Mi ritrovo a scambiare quattro chiacchiere con Andrea Belfiori studente con la passione per i libri che nel tempo libero si dedica a fare il bookblogger pubblicando contenuti su Instagram e YouTube. Gli ho posto varie domande per cercare di capire come si possono raccontare i libri sui social e soprattutto gli ho chiesto di raccontarmi la sua esperienza in questo mondo.

La sua passione per i libri lo accompagna sin dall’infanzia e lo porta a creare un blog per poi dedicarsi al canale YouTube e al profilo Instagram.

@Com’è nata l’idea di aprire un canale e condividere le tue letture con un pubblico?

Volevo condividere non solo le mie letture, ma anche altre mie passioni: la fotografia e i viaggi. Il mio nickname infatti riassume questo trinomio di passioni @leggoscattoviaggio.
In particolare, volevo migliorare le mie capacità nell’editing, facevo già dei video per esempio girati durante le vacanze in cui univo immagini e musica. Quindi questo è stato il pretesto per mettermi in gioco e iniziare quest’avventura che mi ha portato a fare tanti progressi.

@Il modo in cui si scrive una recensione varia a seconda del canale con cui viene trasmessa. Qual è la differenza maggiore tra questi canali?

Su Instagram ci si concentra sugli elementi chiave. Se, per esempio, sto recensendo un libro parlerò della tematica principale, oppure se mi soffermerò sui personaggi tratterò gli aspetti della personalità che mi hanno più colpito. L’immediatezza di questo social mi permette attraverso i sondaggi, svolti nelle stories, di capire quali novità editoriali prediligere e anche cosa portare su YouTube con i video.

Su YouTube, invece, dedico molta importanza all’aspetto grafico, rendendolo il più accattivante possibile e conciliandolo con una giusta dose di facce buffe.

Dedico molto tempo e cura ai contenuti, sono perfezionista: ogni cosa deve essere illuminata dalla giusta luce e avere un’armonica composizione.

https://www.instagram.com/leggoscattoviaggio/?hl=it

@Chi sono per te gli influencer? Ti definisci tale?

A mio parere gli influencer sono persone in grado di suggerire qualcosa, ti portano a considerare cose che prima non avevi tenuto in considerazione, ovviamente mi riferisco a delle realtà medio-piccole perché gli influencer dai grandi numeri mi sembrano delle figure mistiche con un mondo tutto loro.

Non vorrei peccare di superbia, però posso affermare di essere in grado di suggerire qualcosa ottenendo dei discreti risultati e ne ho riscontro nella community che mi segue.

La cosa più importante per me è sapere che quello che faccio ha valore per qualcun altro.

@Qual è il messaggio che vuoi trasmettere? Cos’è quel qualcosa in più che ti differenzia dagli altri?

Quello che cerco di comunicare è un messaggio di inclusività. Tutti possono essere rappresentati nei libri e i libri rappresentano tutti. Quello che permette di differenziarti è l’approfondimento di un determinato argomento, nel mio caso la narrativa LGBT.
Coniugo questo aspetto con un linguaggio fresco e divertente. Attraverso la comicità cerco di attirare lettori.

@Pensi di fare il book blogger a tempo pieno?

Non penso di fare di questa passione un lavoro. Mi ha fornito strumenti che potrebbero essermi utili in futuro. Questa esperienza mi ha permesso di crescere: dai primi video in cui ero quasi in imbarazzo e dove mi muovevo meccanicamente quasi come un robot, sono passato a un atteggiamento più spigliato e informale e ho acquisito disinvoltura. Inoltre, ho migliorato le mie capacità tecniche in termini di editing che potranno servirmi in un futuro lavorativo.

@Hai instaurato delle amicizie con altri book blogger e lettori?

Sì, questa è una delle cose belle del potere dei social: il crearsi di relazioni che vanno al di là del virtuale. Con diversi colleghi la passione per i libri è stata la base per instaurare delle solide amicizie. Ovviamente abitiamo in diversi parti d’Italia, quindi non è semplice vedersi spesso, ma non mancano occasioni in cui ci incontriamo.

@Che rapporti hai con case editrici?

Quando si iniziano a raggiungere determinati numeri, in termini di followers, è il blogger stesso può contattare le case editrici per delle collaborazioni.
Ho iniziato così a leggere e recensire libri anche per grandi gruppi editoriali. Attualmente però ho messo da parte questa attività perché leggevo una grande quantità di libri che non mi coinvolgevano e che non erano affini ai miei gusti letterari.

@Hai consigli per chi vorrebbe aprire un proprio blog letterario/canale YouTube e seguire il tuo percorso?

È necessario cercare un proprio modo di dire le cose che ti distingua un po’ dagli altri. La chiave è essere a proprio agio.  È importante imparare a usare al meglio i social media, per dialogare con gli altri nel modo più efficace e diretto possibile.
Le poche regole che vanno tenute in considerazione sono dettate da trasparenza, etica e competenza.

@Previsioni sul futuro del libro e della lettura, tenendo conto del peso crescente dei social media. Possono questi strumenti incentivare la lettura e avere effetti positivi su un popolo che legge poco?

A mio parere attraverso i social media si fanno scoprire ai lettori libri che altrimenti potrebbero non incontrare mai.
Inoltre, sono uno stimolo: se vedi qualcuno che fa qualcosa sei incentivato a farlo anche tu. È inevitabile affermare che il Web ha facilitato la scoperta e la diffusione dei libri.

La rete ci fornisce nuovi spunti e canali ma non cambia il significato profondo della lettura che continua a regalarci la possibilità di raccontare storie e di vivere mille esistenze diverse.

Francesca Polizzi

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