Le crepe del mio palazzo

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Ogni palazzo ha la sua ossatura portante, solitamente realizzata in cemento armato, perché “cemento armato” è un nome rassicurante. Ma questa miscela di cemento, acqua, sabbia e acciaio ha ben poco di rassicurante.

Dopo un po’ di tempo iniziano a crearsi le crepe. A quel punto le cose possono andare in due modi: o continua a deteriorarsi fino a crollare, magari scosso da un terremoto, o si installano delle strutture di sostegno esterne, e così facendo le famiglie potranno continuare a vivere felici, o più semplicemente, a vivere. 

Tutte quelle crepe attorno all’ossatura portante sono sinonimo che sì, il palazzo è debole, ma non è ancora crollato.

“signorina, penso lei faccia ancora in tempo a salvare l’edificio. Gli inquilini al terzo piano lamentano anche muffa sui muri del bagno. Che faccio, passo il prodotto? Posso anche provare a salvare quel tentativo di spazio verde che c’è in cortile, così i bambini giocano”

L’amministratore del condominio pensa me ne importi qualcosa di questa massa di macerie. Tutte quelle crepe non so neanche come si siano formate, e non biasimo la gente che passa accanto al mio palazzo e si ferma solo per pochi minuti, sperando non siano proprio quelli in cui il cemento armato decide di schiantarsi al suolo. A me non importa, anzi diverte avere tutti gli inquilini terrorizzati che mi mandano un sacco di lettere al mese minacciando di non pagare più l’affitto. Il mio palazzo cade a pezzi, sì, ma tutta questa preoccupazione e questo panico lo rendono molto più interessante dei palazzi ben tenuti. 

“Senta, lo lasci pure crollare, che poi mi annoio”.

Questo racconto va letto metaforicamente. Il corpo, comunemente definito “il tempio dell’anima”, in questi brevissimi 250 caratteri diventa il palazzo. La proprietaria dell’immobile non ha a cuore il suo palazzo ed ignora l’amministratore. Immaginatevi nelle vesti della proprietaria, seduti ad un bar, mentre parlate con qualcuno di vicino a voi. Alla fine domandatevi “io ho a cuore il mio palazzo?”

Antonella Bagnulo

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