I talent show: pro o contro?

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“Sei bravissimo a cantare, perché non partecipi ad X Factor?” 

A molti giovani che vogliono avere successo nel mondo della musica viene posta questa domanda.

Ormai da diversi anni nel nostro paese spopola il format del talent show, dove chiunque ha il diritto di potersi esibire per poter dimostrare il proprio talento. Al giorno d’oggi sono diversi i programmi che danno la possibilità a numerosi artisti di salire sul palco per conquistare il pubblico, i più famosi sono Amici, The Voice of Italy e X Factor

Gianni Morandi cantava: “uno su mille ce la fa”; i talent show rappresentano un trampolino di lancio oppure uno scivolo per quell’uno? 

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È innegabile che questi programmi siano un’importante vetrina in quanto vengono visti da milioni di persone. Numerosi cantanti sono stati in grado di sfruttare questa opportunità, tra cui Marco Mengoni, i Maneskin, Emma Marrone, Alessandra Amoroso, Irama e tanti altri.

Per uno che raggiunge il successo, ce ne sono migliaia che si trasformano in meteore del mondo della musica, un elenco sarebbe lungo quanto la muraglia cinese. Giovani artisti vengono lanciati in un mondo più grande di loro, dove vengono convinti di poter realizzare i propri sogni. Nella maggior parte dei casi questa è un’illusione, perché dietro alle luci, i balletti, e gli applausi c’è il mondo discografico, dove una buona performance non è sufficiente per avere successo. Nel giro di poche settimane si passa dall’essere visti ed ascoltati da milioni di persone, al finire nel dimenticatoio. Le carriere di queste persone sono un fuoco di paglia ed il talent show può essere la benzina che fa bruciare i loro 15 minuti di fama.

Questa tipologia di programma è un’arma a doppio taglio: la ragione del suo successo sta nel dare la possibilità a chiunque di poter sfondare e per molti appare la strada più breve e semplice da percorrere. La realtà dei fatti è che i “fortunati” partecipanti sono costretti a firmare un contratto rigido e con clausole ben precise (qui il regolamento dell’edizione 2019). Nel caso di X Factor, alcuni artisti hanno rifiutato e denunciato questa situazione, perché una volta che partecipi ad un semplice provino sei costretto a sottostare a tutte le condizioni che ti impongono.

Numerose figure della musica si sono schierate contro i talent ed il meccanismo che genera guadagni dagli ascolti televisivi degli spettatori italiani, i quali sono entusiasti di sentirsi partecipi grazie alla possibilità di esprimere il proprio voto. Alex Britti, il rapper Salmo (il quale ha rifiutato il ruolo di giudice ad X Factor) rientrano tra coloro che hanno criticato questi programmi e tutto quello che c’è dietro. Anche Morgan, attuale giudice di The Voice, ha espresso giudizi molto forti, accusando i talent di essere pilotati e definendoli “la tomba della creatività”( https://youtu.be/ImCN1YcD32o)

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Nonostante le critiche, questo format continua ad avere un enorme successo, lo share è sempre altissimo e riesce ad accontentare un target molto vasto, dai giovani alle persone più anziane. La musica riesce ad appassionare chiunque e poter scoprire e supportare nuovi talenti è una delle  cause per cui la gente apprezza questi programmi. Allo stesso modo i cantanti ne sono attratti ciecamente, senza considerare i rischi.

Il desiderio di sfondare nel minor tempo possibile è talmente grande da vedere in The Voice, X Factor e Amici il miglior modo per riuscirci, senza probabilmente considerare le alternative. Fare il passo più lungo della gamba è molto semplice, la difficoltà è nel comprendere che la strada più lunga e faticosa è quella che porta ai migliori risultati.

Nel 1985 per Gianni Morandi diceva solamente “uno su mille ce la fa”, nel 2019 solamente uno su mille riesce a resistere al fascino del talent show.

Nicolò Martignoni 

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