Scivolare su una buccia di banana

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Negli ultimi giorni è diventato uno degli argomenti di discussione più accesi sul web e non solo. Stiamo parlando di Comedian, opera provocatoria di Maurizio Cattelan. L’opera consiste in una banana attaccata alla parete con un nastro adesivo; il suo valore è di 120.000 dollari. O meglio era. David Datuna ha deciso di farsi uno spuntino e di mangiare la banana più costosa al mondo. Questo gesto ha scatenato reazioni tragicomiche: molti hanno sorriso nel leggere l’accaduto, altri si sono indignati, mentre le aziende hanno sfruttato il clamore della notizia per creare delle campagne di marketing di successo.

Non essendo un esperto di arte, in questo articolo non voglio soffermarmi sul valore dell’opera, bensì su quanto è successo e sulle conseguenze. “Comedian” era esposta nella Galerie Parrotin di Miami per una delle mostre di arte contemporanea più importanti al mondo, l’Art Basel. Cattelan ha preso ispirazione da una celebre battuta di Lucille Bluth, personaggio della serie tv Arrested development in cui affermava che

“i ricchi non sanno quanto costa una banana”.

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David Datuna, collega di Cattelan, in quanto artista ha deciso di staccare la banana dal muro e di mangiarla, filmando il tutto e dichiarando di essere protagonista di una performance intitolata “Hungry Artist” (https://youtu.be/jp5B7llEGGQ).

In molti si sarebbero aspettati una reazione furiosa di Cattelan, dei suoi fan e da parte del museo per aver distrutto un’opera d’arte dal valore elevatissimo, ma così non è stato: l’artista originario di Padova ha deciso di non denunciare Datuna e non si è nemmeno arrabbiato per quanto accaduto.

“Non mi importa se la banana è stata mangiata, quello che conta è l’idea”

Con questa affermazione ha voluto spegnere le polemiche, dichiarando inoltre che non ci sarà nessuna nuova banana esposta. I critici d’arte si sono divisi sul valore dell’opera, alcuni hanno ridimensionato il talento di Cattelan, altri invece hanno elogiato ed esaltato la creatività dell’artista, tra cui Jason Farago. Il critico del New York Times ha espresso il suo giudizio in difesa di quella che non è solamente una banana bensì un capolavoro d’arte moderna, in quanto

“rende l’ovvio ridicolo, sgonfia e sconfigge pretese dell’arte precedente”.

Non è dello stesso parere Vittorio Sgarbi, il quale tramite il suo profilo Facebook sbeffeggia ironicamente l’artista e la sua vita sessuale, paragonando e sminuendo “Comedian” rispetto alle grandi opere del passato.

Chi non ha preso una posizione ma ha semplicemente cavalcato il clamore attorno all’argomento sono le grandi aziende che hanno creato dei contenuti ad hoc. I social media sono stati teatro del “real time marketing”, ovvero di campagne marketing istantanee; tra queste troviamo la Durex con lo slogan “La banana va protetta. Sempre.”, Burger King Francia, che ha sostituito la banana con una patatina fritta in vendita a 0,01 € e Taffo, un’agenzia di pompe funebri che ha scherzato sull’argomento appendendo una bara e affermando che “costa molto meno di 120.000 $ ed è eterna”.

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La banana di Cattelan ha raggiunto anche il mondo dello sport, più precisamente quello del calcio: la Sampdoria ha deciso di festeggiare la vittoria contro i rivali del Genoa tramite un post su Facebook in cui lo scarpino di Gabbiadini (autore del goal vittoria) è fissato alla parete con del nastro adesivo.

L’attacco di fama/fame di Datuna, al posto di far scomparire la banana ha causato l’effetto contrario, rendendo l’opera di Cattelan uno degli argomenti di discussione più accesi di questo periodo. Alcuni sono convinti che l’artista americano sia scivolato su una buccia di banana, distruggendo un capolavoro da 120.000 dollari; altri ritengono che mangiando il frutto abbia contribuito ad accrescere la fama del collega, facendogli un favore.

Voi da che lato vi schierate?

Nicolò Martignoni 

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